Cosa si intende per diagnosi energetica?

La diagnosi energetica o audit energetico è uno studio, documentato e periodico svolto con la finalità di fotografare i consumi energetici di una attività industriale o di un edificio, identificarne la distribuzione temporale nei vari processi produttivi ed individuare eventuali interventi di efficientamento da finanziare e realizzare.
La diagnosi è una delle componenti chiave all’interno di un buon sistema di gestione energetica e rappresenta il punto di partenza di un programma di interventi volti a migliorare le prestazioni di un edificio o di un processo produttivo. Grazie all’analisi dei consumi, dei flussi produttivi e al censimento dei macchinari, vengono identificati i parametri di partenza (situazione baseline), successivamente sono individuate le migliori tecnologie applicabili alle singole situazioni per poi calcolare i possibili risparmi che comporterebbe la loro implementazione, sia in termini di quantità di fonti primarie che soprattutto in termini economici.
Un audit ben realizzato rappresenta uno strumento formidabile per far comprendere agli imprenditori, molto più avvezzi a confrontarsi con gli Euro piuttosto che con i KWh o le TEP, che investire risorse nel risparmio energetico, sia la chiave per abbattere i costi di produzione, aumentare i profitti e migliorare la propria competitività, oltre ovviamente a contribuire a realizzare quanto imposto dalla comunità Europea nel programma 20-20-20 con l’obbiettivo entro l’anno 2020 di raggiungere i seguenti risultati:

    • consumi di fonti primarie ridotti del 20% rispetto alle previsioni tendenziali, mediante aumento dell’efficienza;
    • emissioni di gas climalteranti, ridotte del 20%, secondo impegni già presi in precedenza, protocollo di Kyoto, ETS (Emissione Trading Scheme);
    • aumento al 20% della quota di fonti rinnovabili nella copertura dei consumi finali (usi elettrici, termici e per il trasporto).

Quali aziende sono obbligate a effettuare la diagnosi energetica?

Con l’entrata in vigore del Decreto legislativo 4 luglio 2014 n. 102 le grandi imprese: “…che occupano più di 250 persone, il cui fatturato annuo supera i 50 milioni di euro o il cui totale di bilancio annuo supera i 43 milioni di euro”, saranno obbligate ad effettuare la diagnosi energetica dei propri siti produttivi entro il 5/12/2015 e successivamente ogni 4 anni…
“… Le grandi imprese eseguono una diagnosi energetica, condotta da società di servizi energetici, esperti in gestione dell’energia o auditor energetici e da ISPRA relativamente allo schema volontario EMAS, nei siti produttivi localizzati sul territorio nazionale entro il 5 dicembre 2015 e successivamente ogni 4 anni, in conformità ai dettati di cui all’allegato 2 al presente decreto. Tale obbligo non si applica alle grandi imprese che hanno adottato sistemi di gestione conformi EMAS e alle norme ISO 50001 o EN ISO 14001, a condizione che il sistema di gestione in questione includa un audit energetico realizzato in conformità ai dettati di cui all’allegato 2 al presente decreto. I risultati di tali diagnosi sono comunicati all’ENEA e all’ISPRA che ne cura la conservazione”
2. Decorsi 24 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le diagnosi di cui al comma 1 sono eseguite da soggetti certificati da organismi accreditati ai sensi del regolamento comunitario n. 765 del 2008 o firmatari degli accordi internazionali di mutuo riconoscimento, in base alle norme UNI CEI 11352, UNI CEI 11339 o alle ulteriori norme di cui all’articolo 12, comma 3, relative agli auditor energetici, con l’esclusione degli installatori di elementi edilizi connessi al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici. Per lo schema volontario EMAS l’organismo preposto è ISPRA”.

Quali sono le sanzioni attualmente in vigor per chi non effettua la diagnosi?

L’articolo 16 dello stesso Decreto stabilisce le sanzioni a carico dei soggetti che non effettuano la diagnosi:

  1. Le grandi imprese e le imprese a forte consumo di energia che non effettuano la diagnosi di cui all’articolo 8, commi 1 e 3, sono soggetti ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000 a 40.000 euro. Quando la diagnosi non è effettuata in conformità alle prescrizioni di cui all’articolo 8 si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 ad euro 20.000.

Perché scegliere Smart Saving

Smart Saving, grazie al proprio team di auditors, offre un servizio di audit altamente qualificato sia in campo industriale che civile. Le proprie diagnosi sono svolte in conformità alle prescrizioni del Decreto legislativo 4 luglio 2014 n. 102 e sono firmate da EGE certificati in base alla UNI CEI 11339. Smart Saving inoltre è in grado di stipulare una speciale formula contrattuale “safe audit” dove è previsto un rimborso a favore dei propri clienti nel caso vengano applicate sanzioni pecuniarie dovute a non conformità dei propri audit.